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Riforma del sistema previdenziale e assistenziale forense


CDN    04/02/2017

Il progetto di riforma della Cassa Forense e del sistema previdenziale e assistenziale forense elaborato da M.G.A. è stato presentato al Congresso Nazionale Forense di Milano, Bari e Rimini; di seguito pubblichiamo il testo.

M.G.A.
considerata
l’esosità e l’iniquità del sistema previdenziale vigente e l’esigenza di risolvere radicalmente il conflitto inter-generazionale ed  inter-reddituale da tempo ormai latente con l’elaborazione di nuove soluzioni più attente soprattutto alle esigenze dei giovani avvocati ed in generale degli avvocati portatori di redditi bassi e medio - bassi* sui quali, di fatto, grava il maggior peso del sacrificio contributivo;
rilevata
la necessità, non ulteriormente procrastinabile, di determinare un sistema previdenziale e assistenziale forense adeguato, solido, sostenibile, sicuro e soprattutto equo e, a tal fine, di una riforma sistemica e strutturale che riguardi non solo il sistema previdenziale ed assistenziale ma anche l’ente Cassa in quanto tale, 
evidenziata
la necessità che la Cassa Forense imponga a se stessa una rigida politica di austerity con un drastico taglio alle spese di amministrazione e di gestione e ai costi non essenziali, con il risparmio delle risorse connesso all’ottimizzazione del loro impiego,
chiede,
previa censura delle pensioni maturate combinando l’evasione fiscale e il sistema di calcolo retributivo, e con le modifiche da apportare: 
- allo Statuto vigente (di seguito “St.”),
- al Regolamento generale (di seguito “R.g.”),
- al Regolamento sanzionatorio (di seguito R.s.),
- al Regolamento per le prestazioni previdenziali (di seguito R.p.p.),
- al Regolamento ex art 21 della Legge 247/2012 (di seguito R.21);
- al Regolamento per l’erogazione dell’assistenza (di seguito R.a.);

quanto segue.

** **
1.Sulla riforma della struttura organizzativa e amministrativa della Cassa Forense.

1. Riduzione drastica della misura delle indennità di carica spettanti annualmente al Presidente, al Vice – Presidente, ai componenti del Consiglio di Amministrazione (cfr. art. 11 e 15 comma 3 St.) ai Sindaci (cfr. art. 24 comma 4 St.) e al Direttore Generale (cfr. art. 15 comma 1 lett. c) St.);

2. calmieramento delle spese di viaggio e di soggiorno e di ogni altra spesa rimborsabile per lo svolgimento di ogni incarico e/o partecipazione a congressi, convegni e manifestazioni indetti dalla Cassa (cfr. art. 29 comma 1 St.);

3. eliminazione delle spese e dei costi non essenziali;

4. pubblicazione sul sito della Cassa di tutti i verbali relativi alla riunioni degli Organi Collegiali,  dei documenti relativi le indennità ed ogni voce di spesa comunque attinente gli organi di amministrazione e di controllo, dei bilanci preventivi, delle delibere e degli atti dispositivi rilevanti per il funzionamento della gestione di Cassa Forense e  del report A.L.M. (per la gestione della passività e dei rischi); 

5. attuazione del Codice della trasparenza di Cassa Forense, e in particolare di quanto dell’art. 7.

** **

2. Sulla riforma del sistema previdenziale.
1. Abolizione dei contributi minimi obbligatori;
2. determinazione del contributo soggettivo in base ad aliquote progressive. Si chiede che a ogni scaglione o fascia  reddituale venga applicata un'aliquota da determinarsi sulla base dei criteri della progressività e soprattutto dell'equità in modo tale da tutelare i redditi bassi e medio - bassi. In merito si allega un prospetto che, sulla base dei dati reddituali forniti da Cassa Forense (fonte: “I numeri dell'avvocatura 2015”), dimostra come sia possibile, con la sola applicazione di aliquote progressive, raccogliere circa 924 milioni di euro di contributo soggettivo (all. n. 1);
3. adozione del sistema di calcolo contributivo della pensione, salvaguardando il principio solidaristico e le sue applicazioni. In particolare s’intende apportare al sistema contributivo degli specifici correttivi solidaristici da finanziarsi questi con l'aumento della pressione previdenziale sui redditi alti e medio - alti. In particolare, su queste fasce di reddito si chiede di aumentare sia i contributi previdenziali e, per i redditi superiori a Euro 250.000 anche il contributo di solidarietà. Chiediamo inoltre introdursi un contributo di solidarietà a carico delle pensioni più alte, liquidate con il precedente sistema retributivo. Con queste risorse proponiamo di correggere il sistema di calcolo contributivo finanziando:
-  un trattamento minimo pensionistico garantito anche agli avvocati che abbiano maturato un montante contributivo insufficiente e non abbiano raggiunto i 35 anni di contributi;
-    l’estensione dei trattamenti assistenziali di cui al paragrafo n. 3. reintroduzione della restituzione dei contributi soggettivi versati, per coloro che si cancellano dalla Cassa Forense entro l’ottavo anno d’iscrizione e che non abbiano mai dichiarato un reddito superiore a Euro 10.600,00;
5. previsione, come requisito essenziale per aver diritto alla pensione di vecchiaia della cancellazione dall’albo degli avvocati, così come già prevista per la pensione di anzianità.
6. eliminazione delle sanzioni per le morosità nel pagamento dei contributi previdenziali maturate dagli avvocati portatori di redditi fino a Euro 10.600,00 e riduzione alla metà per quelli portatori di redditi fino a Euro 19.857,00.


3. Sulla riforma del sistema assistenziale.
1. Eliminazione di ogni discrezionalità della Cassa Forense nel riconoscimento dei trattamenti assistenziali, che deve essere eseguito solo ed esclusivamente sulla base di criteri predeterminati e oggettivi, quali l’I.s.e.e.;
2. riconoscimento del trattamento assistenziale a favore degli avvocati in stato di bisogno, da individuarsi negli avvocati portatori di redditi non superiori a Euro 19.857,00,  da subordinarsi alla sola esistenza di un reddito rientrante in quella fascia e da accertarsi mediante l’I.s.e.e., e da erogarsi fino all’esaurimento dei fondi disponibili. Sul punto si chiede alla Cassa Forense di uniformarsi ai principi sanciti dalla sentenza n. 807/16 del Tribunale di Trani – Sezione Lavoro (all. n. 2).
 

*Per redditi bassi si intendono i redditi dichiarati ai fini irpef compresi nella fascia da Euro 0 - 10.600,00; per redditi medio – bassi si intendono i redditi dichiarati ai fini irpef compresi nella fascia da Euro 10.600,00 a 19.857,00. I dati reddituali sono tratti dall’indagine di Cassa Forense “I numeri dell'avvocatura 2015”.





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