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CONGRESSO DI RIMINI: O RIFONDAZIONE O MORTE
CDN    04/04/2016


L’idea che mosse la nascita dell’OUA, quella che l’avvocatura avesse bisogno di un luogo che fosse eminentemente politico, e nel quale si dettasse la linea politica interna ed esterna della categoria, si e’ scontrata con la realtà.
Più precisamente, con due dati: con il dualismo, ambiguo per certi versi e difficilmente sanabile, con le funzioni di rappresentanza istituzionale del Cnf; e con la assenza di fondi che possano garantirne un funzionamento adeguato ed efficace.
Inutile continuare a farsi schermo del riconoscimento normativo (pure fondamentale) dell’art. 39.
Un Congresso che di fatto non ha alcuna possibilità di far realizzare le mozioni che approva, che non ha a disposizione nemmeno la forza coattiva per imporre il pagamento delle quote dovute dagli ordini, di fatto si rivela un organo pletorico, inutile. Bello sulla carta, paralizzato nella sua azione.
A Rimini non si potrà fingere che questo problema non esista.

Oltre le discussioni di Venezia: i due anni trascorsi, con un’OUA in tangibile difficoltà e un CNF che, per dirla con un’espressione ormai in voga, ne ha occupato con decisione gli spazi politici, impongono di superare la discussione quotisti-antiquotisti e di affrontare lo snodo centrale della reductio ad unum della rappresentanza congressuale.

Il sistema, dunque, va ristrutturato dalle fondamenta; a maggior ragione perché la categoria forense sta vivendo uno dei periodi più complessi della sua storia recente.
Per questa ragione il Congresso di Rimini va convocato con urgenza e con un tema centrale ben preciso: la rifondazione del sistema di rappresentanza e governo dell’avvocatura, e il superamento del dualismo fra rappresentanza politica e rappresentanza istituzionale.

MGA aveva già immaginato, quando la legge professionale si chiamava ancora AC3900 e non era stata ancora approvata, un meccanismo democratico e completo che ruotava intorno alla “parlamentarizzazione” del CNF e allo scorporo delle funzioni giurisdizionali di quest’ultimo in favore di un consiglio nazionale di disciplina.
Allora il problema ai più pareva inesistente: ma, come spesso e’ accaduto, noi di MGA stavamo vedendo lontano, quello che oggi è sotto gli occhi di tutti.

Per queste ragioni il Congresso va convocato con urgenza, e i temi della rappresentanza devono essere posti al centro dell’evento, che diversamente non avrebbe alcun senso.


MGA – Il Consiglio Direttivo Nazionale





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