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Sulla nave Diciotti sta morendo lo Stato di diritto. La Procura indaghi.


MGA Francesca Pesce per il CDN    22/08/18

Tra respingimenti illegali, privazioni della libertà personale ingiustificate ed illegittime, omissioni di soccorso e violazioni delle norme nazionali e pattizie, assistiamo ( inermi?) alla fine dello Stato di diritto.

All'ombra di una guerra fredda - quanto inutile - tra il governo italiano e l'Europa, ci sono 177 persone, uomini, donne, bambini, tutti in fuga dai lager libici, vittime di torture e trattamenti inumani a cui si è deciso di negare i più elementari diritti in nome di un sovranismo da propaganda, inesistente e di facciata, con buona pace del sistema giudiziario e del nostro ordinamento.

Perchè se da un lato il governo pare aver compreso il peso dell'illegalità nel negare un porto sicuro ai naufraghi (http://www.mgaassociazioneforense.it/visualizza.asp?id1=184 ), la partita di Lega e M5S si è spostata sul negarne lo sbarco a terra.

Una scelta, questa, che non esime il governo italiano dalle violazioni umanitarie ed anzi, apre ad aberranti condotte e fattispecie penalmente rilevanti.

Il trattamento riservato finora ai migranti è in contrasto con la piena effettività del diritto di accedere alla procedura d'asilo, principio, questo sancito dalla Convenzione di Ginevra, dal diritto comunitario e dalla normativa italiana.

I naufraghi a bordo della nave Diciotti si trovano in una condizione di privazione della libertà di fatto: senza la possibilità di libero sbarco e senza che tale impossibilità di movimento sia supportata da alcun provvedimento che definisca giuridicamente il loro stato, in violazione dell'art. 5 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU).

Impedire lo sbarco dalla nave Diciotti ai 177 migranti richiedenti asilo è, a piena regola, un sequestro di persona.

Il reato di sequestro di persona tutela il bene giuridico, costituzionalmente garantito, della libertà personale che viene leso da qualsiasi apprezzabile limitazione della libertà intesa quale possibilità di movimento privo di costrizioni.

La libertà personale tutelata dalla norma penale di cui all'art. 605 c.p. è un diritto costituzionalmente garantito dall'art. 13 della Carta Costituzionale, a tenore del quale non è ammessa alcuna forma di restrizione della libertà personale se non per atto motivato dell'Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

E' evidente come la decisione dei Ministri Salvini e Toninelli nulla abbia a che vedere con un provvedimento dell'autorità giudiziaria ed, ancora una volta, il governo italiano mostra sprezzante il suo spregio per quell'assetto costituzionale che regge il nostro Stato di diritto, la fonte delle garanzie e dei diritti di tutti, che impedisce abusi e soprusi da parte di chiunque si vesta d'autorità per impedire l'esercizio di diritti fondamentali.

Ancora una volta in soli due mesi il governo italiano mette a repentaglio l'equilibrio tra i poteri dello Stato, autoattribuendosi poteri che non ha, spingendosi fino a privare le persone della libertà, come nei peggiori incubi di un passato non troppo lontano.

Le irresponsabilità politiche dell'Europa non possono legittimare un governo che commette tali crimini nel silenzio assordante degli organi costituzionali.

Le palesi violazioni delle norme penali del nostro ordinamento avrebbero dovuto dare impulso alla Procura di Catania per l'iscrizione nel registro delle notizie di reato a carico dei due ministri Toninelli e Salvini per il reato di sequestro di persona.

Ma la Procura guidata dal dott. Zuccaro, il primo ad aver dato vita ad una inutile, infondata e dannosa guerra contro la solidarietà ed il soccorso in mare, ha inteso solo procedere ad aprire un fascicolo per l'ipotesi criminosa di immigrazione clandestina.

Sentiamo il dovere, quali avvocati ed operatori del diritto di ricordare al Procuratore Zuccaro che l'insidacabilità nell'esercizio dell'azione penale non è un munus da utilizzare a piacimento ed essendo, invero, uno strumento a garanzia dell'indipendenza dell'azione del potere giudiziario.

Ricordiamo al Procuratore Zuccaro, infatti, che l’iscrizione è un atto vincolato (il Pubblico Ministero non può scegliere se iscrivere o meno), il cui presupposto è un determinato esito di un previo momento conoscitivo, di un giudizio.

L’organo titolare delle indagini preliminari “deve” procedere all’iscrizione soggettiva appena il risultato dell’attività di giudizio gli consente di “qualificare” un certo soggetto all’interno della “categoria” “indagato” ( cfr. Sent. Cass. Penale, ss.uu., n. 40538/2009).

Ignorare che nel porto di Catania di ci siano 177 persone stipate su una nave nella più totale situazione di emergenza umanitaria, potenzialmente idonee al riconoscimento dello status di rifugiato - sotto la protezione della convenzione di Ginevra a cui l'Italia è vincolata ed a cui viene impedito l'esercizio delle libertà personali e l'accesso alle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale, le cure mediche, ed ogni altro diritto fondamentale, in uno Stato di diritto rappresenta una china alla quale non consegneremo nè il Paese nè le istituzioni democratiche.

 





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