logo
Cerca:
LogoC27F

MGAGruppoFB

Newsletter di MGA
E-Mail:

Nome:

Cognome:

Iscriviti
Cancellati


AltraInformazione










CONTRO IL PRECARIATO, ANCHE NEL COMPARTO GIUSTIZIA, CONTRO LO SFRUTTAMENTO DI TUTTI I LAVORATORI: INCROCIAMO LE NOSTRE LOTTE!


    06/03/18

Sabato 17/02, su Rai Tre, grazie a PresaDiretta e all'ottimo lavoro della giornalista Lisa Iotti, crediamo sia andato in onda uno dei migliori reportage sul gravissimo stato di precarizzazione in cui si trovano tantissimi lavoratori.

italiani.https://www.raiplay.it/video/2018/02/Presa-diretta---Lavoratori-alla-spina-02d0fbb5-50f6-4780-b16e-322d9581a500.html

E’ la Gig Economy, a cui si è piegato anche lo Stato italiano con il Job's act di Renzi, del Partito Democratico e di tutti coloro che lo hanno votato tra cui Bersani, Damiano, Epifani e Speranza.

E’ il sistema che digitalizza lo sfruttamento del lavoro, che consente l’affitto di una persona per il proprio profitto, che schiavizza i lavoratori incatenandoli a un algoritmo, a una applicazione, all’ansia del gradimento da parte degli utenti.

A questi lavoratori delle piattaforme digitali, delle start-up schiavizzanti, sono negati tutti i diritti fondamentali previsti dalla Costituzione e dalla nostra legislazione del lavoro: nessun contributo previdenziale, nessun diritto al riposo, niente ferie, niente assicurazione contro gli infortuni, nessuna giusta retribuzione.

Solo pochi soldi, lo stato di bisogno del lavoratore farà il resto, costringendolo ad accettarli.

Ma lo sfruttamento del lavoro è ovunque in Italia ed è penetrato anche nei luoghi che molti ritenevano indenni, come i Tribunali, in cui lo sfruttatore è addirittura lo Stato.

Giudici onorari sottopagati che sopperiscono alle gravissime inefficienze degli uffici giudiziari, cosi come i cancellieri, il personale amministrativo, e tutti gli operatori del comparto giustizia.

Tra questi vi sono anche gli avvocati, che non sono più l’espressione della borghesia capitalista, o almeno non tutti. Negli studi legali sono occultate gravissime forme di sfruttamento del lavoro sia di praticanti che avvocati, che di fatto sono dipendenti, ma che invece non sono niente, perchè non esistono, perche lavorano a nero, per poche centinaia di euro al mese, quando va bene, perche la loro partita iva è finta, e nasconde un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato.

Vi sono tutti gli indici presuntivi del rapporto di subordinazione ma naturalmente non c’è il contratto, e molto spesso nemmeno la retribuzione.

E’ una realtà amara quella di cui stiamo parlando, una realtà che riguarda non solo gli avvocati ma moltissimi professionisti, tra cui geometri, ingegneri, architetti, e in generale i lavoratori delle professioni intellettuali, i quali da un lato hanno un trattamento lavorativo equivalente o spesso peggiore di quello riservato ad un normale impiegato, dall’altro hanno gli stessi oneri fiscali e previdenziali del loro datore di lavoro.

Grazie al sostegno della CGIL e al grande impegno di Cristian Perniciano, responsabile della Consulta delle professioni, siamo riusciti a presentare un importantissimo progetto di legge, il primo e unico nel suo genere, il pdl AC4408, finalizzato a stroncare lo sfruttamento del lavoro negli studi legali con il riconoscimento, finalmente, della figura dell’avvocato dipendente da un altro avvocato.

Abbiamo trovato il sostegno del PD (prima firmataria l’On. Gribaudo), di Possibile (On. Andrea Maestri, che ci è sempre stato vicino), di Sinistra Italiana (con l’On. Fassina e il prof. Marco Barbieri), di MDP (con l’On. Scotto), a loro il nostro più accorato ringraziamento.
Faceva poi seguito il sostegno di Potere al Popolo, Viola Carofalo.
Il M5S, invece, non ha voluto sostenerlo, come ci ha riferito l’On. Colletti.

In ogni caso la strada è ancora lunga, e oggi più di ieri, a causa della progressiva e veloce robotizzazione dei processi lavorativi, noi del sindacato MGA siamo convinti che nessuno si salverà da solo.

Dobbiamo superare gli steccati del passato, dobbiamo aggregare ciò che i padroni del lavoro hanno voluto indebolire, separandolo.

Dobbiamo incrociare le nostre lotte, e partendo dal comparto giustizia incrociare le lotte degli avvocati sfruttati e sottopagati, con quelle dei giudici onorari che versano nelle medesime condizioni reddituali e previdenziali, unire le nostre alle battaglie dei cancellieri e di tutti gli operatori del settore, e fonderle finalmente con tutte quelle degli altri lavoratori e delle lavoratrici, per avviare finalmente nel nostro paese una grande rivoluzione che veda affermarsi il valore del lavoro sul capitale, il valore delle persone sul capitale, sugli interessi e sul mercato.

Noi ci siamo. MGA, c’è.

 





 Archivio documenti