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LEGITTIMA LA RIVALUTAZIONE DEI CONTRIBUTI MINIMI 2015 DI CASSA FORENSE?
Antonino Garifo     09/05/2015

Come è noto i contributi minimi previdenziali sono stati recentemente determinati dal famoso regolamento ex art 21 comma 8 e 9 L. n. 247 del 2012, votato dal comitato dei delegati di Cassa Forense in data 20/06/2014 ed entrato in vigore il 21/08/2014, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Sennonché all’inizio di questo anno ricevo, come molti, via mail, una lettera del 30/01/2015 di Cassa Forense in merito ai contributi minimi del 2015, ove si legge:”Per il 2015 la misura della contribuzione minima - determinata in via ordinaria ai sensi del 1° comma dell’articolo 7 del Regolamento di attuazione dell’art. 21 L. 247/2012 - è pari a:
contributo minimo soggettivo € 2.810,00
contributo minimo integrativo € 710,00
contributo per l’indennità di maternità € 131,00”

Quel che ho subito notato è la rivalutazione del contributo minimo soggettivo e del contributo minimo integrativo, passati rispettivamente da € 2.780,00 a € 2.810,00 e da € 700,00 a € 710,00.
Considerata la deflazione che c’è stata nel 2014, mi sono chiesto come  mai a gennaio 2015 risultavano già rivalutati dei contributi entrati in vigore il 21 agosto 2014, quindi neppure cinque mesi prima?
Inoltre bisogna tenere conto che  secondo l’art 8 del regolamento dei contributi il Consiglio di amministrazione una volta deliberata la rivalutazione dei contributi deve comunicarla ai “Ministeri vigilanti per la relativa approvazione che si intende data se non viene negata entro i due mesi successivi alla comunicazione.”
Pertanto verosimilmente il CDA di Cassa Forense avrebbe dovuto deliberare la rivalutazione a fine ottobre 2014 o inizio novembre 2014, per avere tempo di inviare la delibera di rivalutazione ai Ministeri vigilanti ed avere il loro silenzio assenso entro Gennaio 2015.

Ma c’è di più,  a coloro che a dicembre 2014 hanno ricevuto la delibera d’iscrizione d’ufficio Cassa Forense ha applicato  subito la rivalutazione, infatti per l’anno 2014 devono pagare € 846,00 (di cui € 695,00 per contributo soggettivo e € 151,00 per contributo di maternità) e per l’anno 2015 devono pagare € 833,50  (di cui 702,50 per contributo soggettivo e € 131,00 per contributo di maternità). Come si vede, per i neoiscritti i contributi minimi 2015 sono inferiori a quelli del 2014 solo perché la riduzione del contributo di maternità ha “compensato” l’aumento del contributo soggettivo.

Per poter sciogliere la questione ho quindi fatto istanza al Ministero del lavoro per poter avere accesso a tutte le delibere di rivalutazione dei contributi minimi prese negli anni 2013 e 2014, al fine di avere un quadro completo della situazione

Il ministero ha accolto la mia istanza e ha invitato Cassa Forense a inviarmi le delibere di rivalutazione, ribadendo nel contempo che Cassa Forense ha obblighi di: "pubblicazione delle delibere e comunque degli atti dispositivi rilevanti per il funzionamento  della gestione e, dunque, di interesse per i professionisti assicurati".

Cassa Forense ha adempiuto all’invito, inviandomi una delibera di rivalutazione del 23/05/2013 e una delibera di rivalutazione del 16/04/2014, le quali riguardano la rivalutazione delle pensioni, dei contributi minimi e dei tetti reddituali

Pertanto la delibera di rivalutazione dei contributi minimi  per l’anno 2015 è stata votata il 16/04/2014, ma come è stato  possibile allora rivalutare ad aprile 2014 dei contributi entrati in vigore ad agosto 2014?

In realtà in data 16/04/2014 il CDA di Cassa Forense ha approvato la rivalutazione, in base alle variazione degli indici istat dell’anno precedente, dei contributi minimi previsti dagli artt. 2 e 6 del precedente regolamento dei contributi, articoli che sono stati successivamente abrogati dal regolamento ex art 21 legge. 247/2012.


Quindi a rigore non c’è stata alcuna approvazione della rivalutazione degli attuali contributi, entrati in vigore ad agosto 2014.

Tutto ciò è avvenuto perché Cassa Forense non voleva determinare dei nuovi contributi minimi con il regolamento ex art 21 L. 247/2012. Difatti nella prima bozza del regolamento si leggeva all’art  7:  “I contributi dovuti dagli iscritti, per ogni anno di iscrizione alla Cassa, sono quelli stabiliti dagli artt. 2, 3, 6 e 7 del Regolamento dei contributi.”
Tuttavia i Ministeri vigilanti non approvarono la prima bozza del regolamento e, con nota del 5/6/2014,  evidenziarono la criticità della scelta operata da Cassa Forense “di fissare i minimi contributivi per coloro che sono al di sotto dei parametri reddituale, operando un richiamo ai minimi già previsti dal Regolamento dei contributi, piuttosto che prevederne di nuovi e autonomi”

Cosicché Cassa Forense ha dovuto determinare “nuovi” contributi minimi, abrogando i vecchi, ma per fare tornare i conti determinò l’importo dei nuovi minimi dell’esatto ammontare di quelli vecchi rivalutati (cfr. delibera di rivalutazione del 23/05/2013 e informativa minimi 2014, che si allega) e cioè € 2.780,00 per il contributo minimo soggettivo e € 700 per il contributo minimo integrativo. In tal modo è stata sanata ogni discrepanza per l’anno 2014.
Rimane però il fatto che l’aumento dei contributi minimi del 2015 è privo di una propria delibera di rivalutazione, poiché quella del 16/04/2014 è relativa ai contributi minimi previsti negli artt. 2 e 6 del precedente regolamento dei contributi che sono stati abrogati dall’art. 14 del regolamento ex art 21 L. 247/2012

Antonino Garifo
(Responsabile del Dipartimento Previdenza di MGA)





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