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AUGURI PER UN 2018 DI SALUTE, DI LAVORO E DI LOTTE!


CDN    01/01/2018

I migliori auguri di M.G.A. a tutti i lavoratori avvocati, e in particolare a tutti coloro che versano in difficoltà economica e previdenziale: a loro, a voi, il nostro pensiero e i nostri migliori auguri.
Gli auspici sono per un 2018 di salute, di lavoro e di lotta, perché è solo con il conflitto politico e sindacale che le nostre condizioni di lavoro e di vita potranno migliorare.
Inizieremo l’anno 2018 nello stesso modo in cui abbiamo terminato il 2017 e tutti gli altri prima; l’impegno è costante, sempre in prima linea, sempre in avanguardia, aprendo nuovi fronti e nuove prospettive politiche e sindacali, spaccando le pietre e aprendo nuove strade proprio là, dove tutti gli altri dicevano che una strada non potesse essere aperta.
Nel prossimo anno M.G.A. sarà impegnata su molti fronti.

1. GIUSTIZIA BENE COMUNE: la “questione giustizia” esiste, ed esiste perché la riduzione dei processi c’è, ma è dovuta a cause infauste, perché dipende solo dalla rinuncia delle persone a tutelare i propri diritti, e a rinunziare sono sempre i più deboli, perché nella società italiana stanno aumentando le disuguaglianze sociali ed economiche, perchè si sta accentuando la subordinazione della persona e dei suoi diritti al mercato, al capitale e agli interessi economici. 
Lo Stato non può e non deve rinunciare a esercitare la sua funzione giurisdizionale, perché il contratto sociale lo abbiamo firmato, e lo Stato lo deve rispettare. E’ per questo motivo che riaffermiamo l’essenzialità dell’amministrazione pubblica della giustizia come argine di difesa dei diritti, contestando e rigettando ogni cedimento a quella logica mercantilista che proprio in questo periodo sta cercando la sua definitiva affermazione, con la complicità dei Governi che si sono succeduti in questi anni.
Contrasteremo ancora e sempre ogni forma di privatizzazione della giustizia, perchè anche la giustizia è un bene comune, e sosterremo l’adozione di un piano straordinario di investimenti e di riforme strutturali che possa finalmente garantire in Italia una giurisdizione pubblica efficace, celere ed efficiente, con l’abbattimento dei costi di accesso al fine di favorirlo alle fasce economicamente più deboli della popolazione.

2. IL LAVORO NERO E SOTTOPAGATO DEGLI AVVOCATI NEGLI STUDI LEGALI.
Il 28/06/17, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, abbiamo presentato, con la CGIL, la proposta di legge AC 4408 per il riconoscimento della figura dell’avvocato dipendente da altro avvocato.
Questa proposta ha segnato un passaggio importantissimo non solo per MGA, ma per tutta l'Avvocatura e il sindacalismo italiano.
E' stata, innanzitutto, la prima proposta di legge che sia stata mai scritta sul tema: da questo punto di vista, per la politica e il sindacato forense, il passaggio è addirittura storico.
Questa proposta è importante anche per un altro motivo, perché per la prima volta che la CGIL si è interessata allo sfruttamento del lavoro degli avvocati all'interno degli studi legali, aiutandoci a squarciare il velo dietro il quale le Istituzioni forensi e tutte le altre associazioni avrebbero voluto continuare a nasconderlo.
Nulla sarà come prima, e gli effetti sono destinati ad andare oltre i perimetri forensi alimentando tutti i processi di sindacalizzazione del lavoro autonomo e dei lavoratori a partita iva.
Naturalmente riproporremo la pdl AC 4408 anche nel corso della prossima legislatura, mentre a febbraio e in programma un incontro con il sindacato francese degli avvocati Le Mac: vogliamo incrociare le lotte con tutti i sindacati forensi d'Europa.
Il testo e la relazione della proposta sono disponibili qui https://drive.google.com/…/0BxjFGyz7EVNZVGxjeUpQczBqM…/view…
https://www.facebook.com/media/set/

3. SOPPRESSIONE DELL’ORDINE FORENSE: non era possibile scindere la rappresentanza politica da quella istituzionale della categoria, lo abbiamo sostenuto più volte, la conseguenza è stata la riunificazione di tutto in capo al ceto oligarchico dell’O.C.F., infiltrato dagli Ordini professionali e dal CNF. 
Su questo punto rimane l’amarezza, l’amarezza della verità. La verità è che l’avvocatura non è mai stata in grado di rappresentarsi, di organizzarsi, di far funzionare il disciplinare e nemmeno di garantire un esame di abilitazione che fosse trasparente e in grado di selezionare i meritevoli. L’avvocatura non è stata in grado di fare niente, e non è tanto colpa delle istituzioni forensi, né delle incapacità delle persone che le hanno occupate: la colpa non è degli eletti, la colpa è di chi li ha votati. Il sistema ordinistico forense non funziona e non può funzionare; inoltre la sua esistenza, soprattutto dopo lo scorporo del disciplinare, non trova più alcuna valida giustificazione. L’ordine forense è ormai burocrazia, e celebrazioni di questa burocrazia sono le varie conferenze e i vari congressi, in ultimo quello di Rimini. Se può essere di consolazione anche tutti gli altri sistemi ordinistici hanno le stesse patologie, dalle opacità del sistema di assegnazione degli incarichi di nomina giudiziaria alla gestione clientelare degli esami di abilitazione. Queste patologie non sono curabili, la cancrena è cosi radicata che non si può far altro che amputare, abolire un sistema ordinistico che ormai non è piu nè utile, né necessario e né insostituibile. Grazie alla tecnologia le funzioni amministrative dei consigli territoriali e del C.N.F. possono essere digitalizzate e restituite allo Stato, che peggio di noi difficilmente potrà fare. Elaboreremo una proposta di legge per l’abolizione di tutti ordini professionaliv e delle rispettive Case di previdenza, e questo sarà rivoluzionario, non solo per noi, ma per tutti.

4. PREVIDENZA: l’aliquota contributiva al 25% per i lavoratori iscritti alla gestione separata I.N.P.S. rende ancor più grave ed evidente l’iniquità del sistema previdenziale forense, e in specie il regime dei minimi slegati dall’effettivo reddito. L’equità previdenziale è il nostro obiettivo unitamente ad un sistema assistenziale depurato da qualsiasi discrezionalità della Cassa Forense nell’individuazione dei suoi beneficiari. 
A gennaio è in programma un importantissimo evento sul lavoro e sulla previdenza che coinvolgerà tante altre associazioni e sindacati, l’obiettivo, tra i tanti, è una proposta di riforma generale del sistema previdenziale e assistenziale di tutti i lavoratori iscritti agli ordini professionali, fermo restando il convincimento che, come detto sopra, le Casse di previdenza private debbano essere soppresse con l’assorbimento della previdenza dei lavoratori professionisti nella gestione dell’INPS.
Infatti con il passaggio all'INPS uniremmo non solo i professionisti ordinisti e non ordinisti, ma tutti i lavoratori italiani, e soprattutto quelli che si trovano in uno stato di debolezza contrattuale, economica, fiscale e previdenziale, stimolando l’origine di una massa critica capace di lottare per i diritti di tutti, con una forza politica e sindacale da spiegare non solo sul fronte previdenziale ma su tutti i fronti della legislazione nazionale, partendo dalla rivendicazione di uno Statuto del lavoro veramente universale che sia rivolto a tutti coloro che hanno necessità di lavorare per vivere, superando finalmente gli steccati tra il lavoro autonomo e il lavoro subordinato.
Inoltre il passaggio all'INPS consentirebbe di:
a) unificare il sistema previdenziale per tutti i lavoratori, sistema che deve essere riformato sulla base dei principi di equità, solidarietà e progressività, riducendo l’età pensionistica, aumentando e rendendo dignitose le pensioni sociali, e migliorando ed estendendo gli ammortizzatori sociali, con le risorse da prelevarsi dalla fiscalità generale e dall’aumento della contribuzione previdenziale a carico dei più abbienti: chi ha di più deve contribuire di più;
b) di ottenere importanti economie di scala e risparmi di spesa (come quelli connessi alla eliminazione dei Consigli di Amministrazione e di tutti gli organi gestionali);
c) di beneficiare della mutualizzazione dei rischi e di poter fronteggiare meglio le eventuali crisi (economiche o demografiche) che eventualmente dovessero colpire una singola categoria di lavoratori.

5. COALIZIONE 27 FEBBRAIO: non esiste gerarchia di valore tra il lavoro dipendente e il lavoro autonomo e la solidarietà tra le diverse categorie professionali è possibile. Questo è il dato politico e sindacale di cui volevamo dare prova, e con la C27F e con la collaborazione con la CGIL e gli altri sindacati di base ci siamo riusciti. In particolare con la C27F abbiamo firmato un importante dichiarazione di intenti con il Comune di Napoli finalizzato a dare attuazione a quei punti della Carta dei diritti del lavoro autonomo e indipendente 3.0 che rientrano nelle competenze di una amministrazione comunale. 
Questa comunione con il Comune di Napoli rappresenta la prima forma in Italia di contrattazione collettiva diretta con una pubblica amministrazione, ed è un grandissimo risultato che cercheremo di esportare in tutti gli altri comuni.

6. LOTTA FORENSE: siamo orgogliosi e felici di avere realizzato un'impresa che sembrava anche a noi impossibile.
Superando problemi enormi siamo riusciti a produrre il primo giornale periodico di informazione politica e sindacale forense con distribuzione gratuita nei vari fori d'Italia.
Ringraziamo per questo Pina Ferro, la nostra direttrice e tutti i compagni e le compagne di MGA che hanno reso possibile la distribuzione di Lotta Forense dalla Sicilia alla Lombardia, e nel 2018 la tiratura e la distribuzione saranno aumentate.

Chiudiamo questo comunicato cosi come lo abbiamo iniziato, augurandoti, si, proprio a te che stai leggendo, i nostri migliori auguri per un 2018 di salute, di lavoro e di lotta, perche tu, da solo, non ti salverai, e nemmeno noi, perche le tue condizioni di lavoro e di vita, cosi come le nostre, possono migliorare solo se faremo migliorare quelle di tutti.
Ad maiora.
M.G.A.
Il C.D.N.





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